O ra vi descrivo il resto del centro abitato. I l paese, si estendeva a sud di piazza Santo Stefano. Le case basse, tutte a piano terra, sfoggiavano colori pastello, con aperture anch'esse vivaci. Via Umberto costituiva la strada principale. Oltre ad essere belle e colorate, le abitazioni erano ben curate, ognuna con un giardino fiorito, ricco di arbusti, bougainvillee, ibisco e molti altri fiori. Un immaginario scorcio di Algosa A sud si trovava il Molo Vecchio, il primo approdo del porticciolo: anch'esso animato come il paese, con case dipinte in colori marini, dal bianco al blu, anche in tonalità pastello. Il lungo molo di cemento e lo scivolo per l'ormeggio delle barche dei pescatori, tutte in legno e colorate, insieme al mare verde e trasparente, rendevano il luogo unico per la sua tavolozza di colori. G razie per aver letto questo post e per essere miei seguaci. A presto con altre presentazioni
M i fermo un po' con le presentazioni: stavolta vi porto a conoscere Algosa, l'anima vulcanica delle Remote. Isola di Algosa P iccola isola di novecento anime legate da un filo invisibile di parentela e conoscenza, Algosa emerge scura e maestosa dalle profondità azzurre del Mediterraneo. Unica tra le sorelle Remote a vantare un'origine vulcanica, la sua natura tetra si sposa in un connubio affascinante con una bellezza aspra e selvaggia. Le sue coste frastagliate, nate dalla furia primordiale del fuoco e della terra, si tuffano in un mare profondo e misterioso, segnando un confine netto con l'orizzonte lontano. Il cuore di Algosa pulsa al ritmo lento di una piccola comunità. Le vie strette dell'unico borgo risuonano di saluti cordiali e gesti amichevoli; le soste per una chiacchierata improvvisata sono una consuetudine, un modo per intrecciare ulteriormente la fitta trama di relazioni che tiene unita l'isola. Non mancano, certo, i pettegolezzi e gli intrigh...